Sanità e manovra regionale, Cgil, Cisl E Uil: “aspettiamo il nuovo incontro con la Regione, non possono essere sempre i cittadini a pagare”
Le sigle insistono sulla necessità di un nuovo Piano sanitario regionale. Convocato nuovo incontro per lunedì 7 aprile. I sindacati: dopo decideremo cosa fare
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conferenza Cgil Cils Uil su sanita e manovra regionale (1)
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conferenza Cgil Cils Uil su sanita e manovra regionale (3)
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conferenza Cgil Cils Uil su sanita e manovra regionale (2)
(AVInews) – Perugia, 3 apr. – “Ci aspettiamo di capire quali sono le operazioni di modifica che la giunta della Regione Umbria vuole mettere in campo rispetto alla prima delibera di marzo, sapendo che gravare sulle persone che vivono di pensioni e di stipendi non è possibile, non possono essere sempre i cittadini a pagare”. Lo dicono i segretari regionali dell’Umbria di Cgil Maria Rita Paggio, Cisl Angelo Manzotti e di Uil Maurizio Molinari durante un incontro, giovedì 3 aprile, a seguito del tavolo di confronto con i vertici regionali per affrontare i temi del buco di bilancio in sanità e della manovra finanziaria regionale che dovrà essere varata entro il 15 aprile. Un confronto che proseguirà con le parti sindacali lunedì 7 aprile con un nuovo incontro, dopo il quale i sindacati decideranno quale sarà la loro posizione e le eventuali misure da adottare. Tra le richieste di Cgil, Cisl e Uil la definizione urgente di un nuovo Piano sanitario regionale. Dopo il parere del Ministero di economia e finanza, ammonta a 73 milioni di euro il fabbisogno complessivo da colmare in sanità, di cui 34 milioni euro dovuti al disavanzo sanitario d’esercizio del 2024 e 39 milioni di euro del ‘fondo di dotazione’ negativo delle aziende sanitarie. “Per noi – ha commentato Maria Rita Paggio – è fondamentale che ci sia una discussione complessiva sul nuovo Piano sanitario regionale per capire come si è arrivati a questo punto e come si può evitare che accada di nuovo. La preoccupazione che abbiamo è chiarire qual è la prospettiva per una inversione di tendenza del sistema sanitario regionale, che così com’è non funziona. Bisogna fare un ragionamento complessivo sui temi generali che riguardi anche le liste d’attesa, la non autosufficienza e la sanità territoriale. Siamo preoccupati non solo per l’oggi ma anche rispetto al domani”. Molinari ha sottolineato, inoltre, come gli unici documenti a disposizione siano “la delibera di giunta del 21 marzo 2025 e le slide presentate in conferenza stampa”. “Ieri (2 aprile ndr) – ha commentato Manzotti – abbiamo fatto chiarezza sui numeri. Il disavanzo in sanità conia 34 milioni di euro, dato strutturato degli ultimi 5 anni. Abbiamo chiesto di accantonare la delibera di marzo e affrontare le cause che hanno portato da una sanità attiva a una sanità passiva. Prima di andare a mettere le mani in tasca a cittadini e ai contribuenti chiediamo di avviare tavolo di trattativa per un nuovo Piano sanitario regionale che oggi non risponde più alle esigenze dei cittadini. Un piano sanitario non più centrato sugli ospedali ma che risponda sul territorio alle esigenze dei cittadini”. “Non penso che una manovra del genere sia accettabile – ha aggiunto il segretario Molinari –. Non si è fatto un passo indietro da parte della Regione, non credo che lunedì qualcosa cambi, andremo all’incontro ma le prospettive non sono rosee. Abbiamo dato la nostra disponibilità per vedere come ristrutturare la sanità, seppure questa è competenza della politica, ma abbiamo chiesto un totale passo indietro sulla delibera di marzo e sui 34 milioni di euro che non c’è stato. Sappiamo che l’economia umbra ha bisogno di una sterzata e di una politica che pensi a come riportare il Pil in positivo cercando di trovare nuove formule. Le scelte deve farle la politica, non è possibile che ogni volta che c’è un buco il bancomat devono essere i cittadini. Voglio capire anche le scelte a livello nazionale: togliere 40 milioni di euro alla sanità umbra non è uno scherzo”. “Abbiamo bisogno di investire per il futuro – ha aggiunto la segretaria Paggio –, oggi più che mai in questa fase di crisi economica, per questo i fondi del Pnrr e la programmazione dei fondi comunitari 21-27 sono essenziali. Se non possiamo contare almeno su queste risorse il sistema economico regionale rischia molto. È importante capire come modificare strutturalmente le risorse destinate ai bilanci delle aziende sanitarie, il cui disavanzo non è stato mai reso noto nei cinque anni passati, tanto più in un momento nel quale si aggiungono i tagli previsti dalla Legge nazionale di bilancio. Ci è stato confermato che l’unica leva utilizzabile per il 2025 è l'Irpef e questo è elemento di ulteriore criticità. Chiediamo di riprendere in mano il tema dell’evasione fiscale, se si agisce sull’Irpef si va sui redditi che di sicuro non evadono, bisogna trovare strade che diano maggiore equità e questa è una strada stretta”. “Nel 2018 – ha ricordato Manzotti – la sanità umbra portava nel bilancio +20 milioni di euro per la mobilità attiva. Nel corso degli anni abbiamo perso professionisti anche perché in Umbria non ci sono più molte scuole di specializzazione. Mettiamo in atto azioni per essere di nuovo un territorio attrattivo che porti luminari e quindi generi economia”.