Trasporto pubblico locale, Filt Cgil Umbria: “Va annullata qualsiasi ipotesi di gara a quattro lotti”
“L’Umbria rischia il default dei trasporti e di indebitarsi pericolosamente. La gara vedrebbe circa 83 milioni all’anno, a fronte degli attuali 60 milioni all'anno ed il 49% di subappalto"
(AVInews) – Perugia, 28 feb. – “Siamo da circa un mese ormai in attesa di convocazione da parte della Regione per discutere e conoscere gli intenti dell’attuale amministrazione sulle sorti del trasporto pubblico locale in Umbria. Unico documento esistente è un atto di predisposizione di gara della Governance precedente che ricordiamo non è affatto vincolante e tanto meno è un atto di gara”. Queste le parole di Ciro Zeno, segretario generale Filt Cgil Umbria che ricorda, inoltre, che nel disciplinare di manifestazione di interesse, al punto 13, vi è testualmente scritto che “Umbria Tpl e mobilità Spa si riserva la facoltà di sospendere, modificare o revocare, in tutto o in parte il procedimento avviato e di non dar seguito all’indizione della successiva procedura per l’affidamento di servizi di cui trattasi, senza che i soggetti richiedenti possano vantare alcuna pretesa”.
“Tra le pagine del disciplinare di gara– spiega Zeno – si evidenzia inoltre la pericolosissima possibilità di ricorrere al 49% di subappalto, che i mezzi acquistati con soldi pubblici vengano poi concessi a titolo gratuito a chi si aggiudica i lotti e che da subito ci sia un taglio di mezzi di scorta del 10%, il che equivale a dire un taglio di corse e quindi perdita di posti di lavoro, nell’immediato circa 100 come ammesso e annunciato in Consiglio regionale dall’ex assessore Melasecche”. “Una gara – prosegue Zeno – che vedrebbe investire 750 milioni di euro in 9 anni, l’equivalente di circa 83 milioni all’anno, a fronte degli attuali 60 milioni all’anno. Se poi consideriamo il taglio costante dei fondi per il Tpl da parte dello stato centrale prevediamo un aggravio per la Regione Umbria di circa 20 milioni di euro all’anno, se vuole mantenere gli attuali servizi pubblici. Diversamente, se non fa cassa, la Regione deve tagliare drasticamente e ridurre corse e posti di lavoro”.
“Questi sono solo alcuni elementi di facile concetto – conclude Zeno – per far comprendere il perché va annullata qualsiasi ipotesi di gara a quattro lotti e ragionata nuovamente la predisposizione dell’atto di affidamento del Tpl. L’Umbria rischia il default dei trasporti e di indebitarsi pericolosamente, crediamo sia l’ultima cosa di cui ha bisogno la regione ed i suoi cittadini”.