(AVInews) – Montone, 17 lug. – A cento anni dalla nascita e a dieci anni dalla scomparsa, Dario Fo torna al centro della scena dell’Umbria Film Festival. Non come un autore da celebrare soltanto attraverso la memoria, ma come una voce ancora capace di interrogare il presente, difendere la libertà di parola e rivendicare il diritto della satira e del teatro a disturbare. La 30esima edizione dell’Umbria Film Festival, in programma a Montone fino a domenica 19 luglio, dedica la giornata di venerdì 17 luglio al Premio Nobel, con incontri, teatro e cinema: l’appuntamento è parte del programma delle Celebrazioni del Centenario di Dario Fo promosse dalla Fondazione Fo Rame ETS e dalla Regione Umbria. Ospite del festival è Mattea Fo, presente alla serata in Piazza Fortebraccio insieme a Stefano Bertea.
Il programma di venerdì si è aperto al Cinema Ed Lewis con l’incontro ‘Commedia e satira, il linguaggio della libertà’. Al Teatro San Fedele alle 15.30 spazio all’omaggio a Dario Fo con Mistero buffo, alle 18.30 prende il via AmarCorti, il concorso dedicato ai cortometraggi italiani. La giornata culmina alle 21.15 in Piazza Fortebraccio con i cortometraggi In Our Hands e Scuritade e, a seguire, con la proiezione di Lo svitato di Carlo Lizzani, alla presenza di Mattea Fo e Stefano Bertea. Tutti gli appuntamenti e le proiezioni dell’Umbria Film Festival sono gratuiti e senza necessità di prenotazione.
Al centro dell’omaggio c’è il rapporto tra l’eredità di Dario Fo e il tempo presente. Un’eredità che, nelle parole di Mattea Fo, “non può essere ridotta alla conservazione di un testo o alla celebrazione di un repertorio ormai consegnato alla storia”. “Mistero buffo – ha spiegato Mattea Fo – non è mai stato, per Fo, un testo chiuso: era una partitura viva, che lui stesso riscriveva ogni sera in scena, adattando il grammelot e le giullarate ai fatti del giorno. Questo è forse il messaggio più eloquente che l’Archivio Rame Fo custodisce: la prova che la vera eredità di Fo e Rame non è un testo da conservare intatto, ma un metodo da tenere vivo”.
Nel recupero del grammelot e della giullarata medievale, Dario Fo costruiva un teatro nel quale voce, gesto, ritmo e corpo diventavano linguaggio prima ancora delle parole. Ma la fisicità non è l’unico elemento radicale dell’esperienza di Fo e Franca Rame. Il loro teatro era prima di tutto un atto pubblico, nato per incontrare il pubblico nelle piazze, nelle fabbriche e nelle case del popolo, senza rivolgersi esclusivamente a spettatori già preparati o abituati alla scena teatrale. “Il rischio, se il teatro italiano perde questa doppia dimensione, fisica e popolare – ha spiegato Mattea Fo – è quello di un teatro sempre più autoreferenziale: rivolto a un pubblico già acquisito, rassicurante, che rinuncia alla propria funzione critica per diventare intrattenimento colto invece che linguaggio di massa capace di disturbare”. Tra i diversi aspetti dell’opera di Dario Fo e Franca Rame, Mattea Fo individua nella libertà di parola e di pensiero la radice dalla quale nascono la comicità, la satira politica e il teatro popolare. “Se devo indicare un aspetto come il più urgente – ha concluso Mattea Fo – è la libertà di parola e di pensiero. È quella per cui Fo e Rame si sono sempre battuti, pagando anche di persona (censure, denunce, aggressioni) ed è la radice da cui nascono tutte le altre dimensioni della loro opera: senza libertà di parola non c’è satira politica che tenga, non c’è comicità che scomodi davvero, non c’è teatro popolare che possa dire ciò che va detto senza filtri”.
L’Umbria Film Festival prosegue sabato 18 luglio alle 11 al Cinema Ed Lewis con l’incontro ‘Quando nasce uno sguardo. Il futuro prende forma’, dedicato al cortometraggio. Alle 18.30 al Teatro San Fedele è in programma il secondo appuntamento di AmarCorti, con la presenza dei registi e il dibattito al termine delle proiezioni. Alle 21.15 in Piazza Fortebraccio, l’Umbria Film Festival renderà omaggio a Gillo Pontecorvo, a vent’anni dalla scomparsa e nel sessantesimo anniversario dell’uscita di La battaglia di Algeri. La serata si svolgerà alla presenza di Marco Pontecorvo. A seguire, ‘Wtf Off: The Return – Between Chaos and Vertigo’ proporrà una selezione di cortometraggi fuori dagli schemi.
Giovedì 16 luglio, il Cinema Ed Lewis ha ospitato l’incontro ‘Oltre la visione: accessibilità, cultura e inclusione’, a cura dell’associazione Co.Fa.D. e di Atlante Servizi Culturali, dedicato al rapporto tra disabilità, inclusione e partecipazione culturale. La sera, in Piazza Fortebraccio, Everyday in Gaza e Chronicles From the Siege di Abdallah Al-Khatib, presente alla proiezione, hanno portato al centro del Festival il racconto delle vite sotto assedio. Al Teatro San Fedele si sono inoltre svolti i due programmi di ShortsUp, il concorso internazionale di cortometraggi dedicato ai ragazzi.
La giornata conclusiva, domenica 19 luglio, si apre alle 11 al Cinema Ed Lewis con ‘Titoli di coda. I mestieri del cinema’. Alle 18.30 al Teatro San Fedele sarà presentato il terzo e ultimo programma di AmarCorti, mentre alle 19.30 in Piazza Fortebraccio il Concerto della Filarmonica Braccio Fortebraccio accompagnerà il pubblico verso la cerimonia conclusiva. Alle 21.15, sempre in Piazza Fortebraccio, saranno presentate le giurie e proclamati i vincitori di ShortsUp e AmarCorti. Nel corso della serata sarà consegnato a Gurinder Chadha, regista britannica di origine indiana, l’Excellence Award, istituito per celebrare il contributo al cinema internazionale di una regista ancora in piena attività. A seguire, per la sezione The Square: film sotto le stelle, il Festival si chiuderà con Leviticus di Adrian Chiarella.













