(AVInews) – Montone, 14 lug. – Il cinema torna a illuminare Montone. Da mercoledì 15 a domenica 19 luglio 2026 l’Umbria Film Festival festeggia la sua 30esima edizione con un programma diffuso nel centro storico: le serate in Piazza Fortebraccio, gli incontri al Cinema Ed Lewis, i concorsi al Teatro San Fedele. La giornata di mercoledì 15 luglio sarà nel segno di San Francesco, nell’anno dell’VIII Centenario del Transito. Alle 15.30, nella Chiesa San Francesco, Elio Germano riceverà le Chiavi della Città. Alle 20.45, in Piazza Fortebraccio, l’incontro Parlando di San Francesco metterà in dialogo la figura di Francesco con le sfide del cinema indipendente odierno. La cerimonia di apertura è fissata alle 21.15, sempre in Piazza Fortebraccio, seguita dai cortometraggi Gently e Backstreet Birds e dall’omaggio Il sogno di Francesco di Arnaud Louvet e Renaud Fély, alla presenza di Francesco Virga e Arnaud Louvet.
Il festival conferma la propria vocazione: trasformare il borgo in una sala a cielo aperto, gratuita e accessibile, dove il cinema diventa occasione di visione, confronto e partecipazione. Tutte le proiezioni sono gratuite e senza necessità di prenotazione. La 30esima edizione non sarà soltanto una festa per un traguardo importante, ma l’occasione per ribadire la vocazione più autentica dell’Umbria Film Festival: portare il cinema nel cuore di una comunità, trasformando la piazza in uno spazio di visione, confronto e partecipazione.
“Festeggiare trent’anni significa custodire una storia, ma soprattutto rinnovare un impegno – dichiara Michela Paganelli, presidente dell’Associazione Umbria Film Festival Aps –. L’Umbria Film Festival è cresciuto insieme a Montone, alla sua comunità e al suo pubblico: tornare in Piazza Fortebraccio, per questa edizione, vuole essere un gesto di gratitudine nei confronti di una ‘casa’, accogliente e intima insieme, qual è Montone, significa rafforzare ancor più un’identità e un legame vivace e autentico tra cinema, territorio e comunità”.
Il ritorno in Piazza Fortebraccio assume così il valore di un ritorno alle origini: un gesto simbolico e concreto insieme, capace di rimettere al centro il rapporto tra il festival, il borgo e il pubblico. La direzione artistica di Maria Teresa Cavina costruisce il programma attorno a una convinzione forte: il cinema è intrattenimento, è arte, ma è sempre anche cultura. E come cultura interroga il nostro tempo, il senso etico, la libertà e la responsabilità dello sguardo.
“Non credo al cinema neutro – sottolinea Maria Teresa Cavina –: ogni film, si tratti di commedia, fantascienza, horror, documentario o ‘cinema impegnato’, porta con sé una posizione, uno sguardo sul mondo, una domanda etica. I film di questa edizione hanno tutti una ragione profonda di esistere e di resistere: parlano al presente, al pubblico e alla comunità”.













