(AVInews) – Perugia, 25 giu. – “Assistiamo a una vergogna istituzionale inaccettabile: un governo centrale che dovrebbe fare gli interessi di tutti i cittadini italiani, ma che nei fatti sembra aiutare solo le regioni ‘amiche’, affossando i territori amministrati da istituzioni non allineati col governo nazionale. Tutto ciò si manifesta palesemente attraverso una scientifica sottrazione di risorse economiche”. È quanto dichiarato da Filt Cgil e la Uilt dell’Umbria, attraverso i rispettivi segretari Ciro Zeno e Stefano Cecchetti, che denunciano una gestione dei fondi pubblici legate ai trasporti e alla costruzione delle infrastrutture che “rispondono ormai a logiche di bottega politica piuttosto che ai reali bisogni delle comunità”.
“L’Umbria vive oggi un’emergenza infrastrutturale e dei trasporti cronica – affermano Zeno e Cecchetti – che non può più attendere le scadenze elettorali o i calcoli di convenienza dei partiti. La nostra regione ha un disperato bisogno di infrastrutture moderne, di nuovi treni, di strade sicure e percorribili. Ha bisogno di rigenerarsi attraverso una legge speciale dedicata alle sue molteplici aree interne. Di fronte a tutto questo, il governo centrale si gira dall’altra parte, quasi compiaciuto del fatto che le cose non funzionino bene, offrendo così alle fazioni amiche sponde per attaccare la giunta regionale. Siamo disgustati di queste veniali strategie, noi vogliamo rimanere distanti da questi giochi di palazzo”.
“Non possiamo accettare però in silenzio – proseguono i segretari – che a pagare il prezzo più alto di questo ‘sciacallaggio politico-istituzionale’ siano i cittadini pendolari in prima linea, i lavoratori del settore merci che operano quotidianamente in condizioni di crescente incertezza, i ferrovieri capotreno, macchinisti e operatori di RFI, il personale della mobilità su gomma Tpl, e gli operatori delle reti viarie e aeroportuali come lavoratori di Anas e del personale dello scalo aeroportuale del San Francesco. Per queste categorie di cittadini e lavoratori il futuro non è sereno a causa dei continui tagli operati da Roma”.
“Non accettiamo che il mondo dei trasporti e della mobilità umbra – concludono i segretari – venga affossato da scelte arbitrarie e dietro loro tanti cittadini per mere condizioni ideologiche e prive di qualsiasi senso costituzionale e civico. Questa gestione punitiva deve immediatamente finire. Esigiamo che le risorse vengano sbloccate e che si metta al centro il diritto alla mobilità dei cittadini umbri e la dignità di chi lavora nei trasporti”.













