(AVInews) – Foligno, 28 lug. – Rafforzare il Servizio sanitario nazionale, dando piena attuazione all’articolo 32 della Costituzione e ai principi della legge numero 833 del 1978 con cui è stato istituito, investire sul personale e contrastare precarietà, subappalti, dumping contrattuale ed esternalizzazioni che incidono sulla qualità dei servizi. Sono questi gli obiettivi che muovono Cgil e Funzione Pubblica Cgil su tutto il territorio nazionale per la campagna di raccolta firme a sostegno delle due proposte di legge di iniziativa popolare dedicate a sanità e appalti. A tal proposito, martedì 28 luglio è stata promossa da Cgil Umbria e Fp Cgil Umbria una giornata di raccolta firme all’Ospedale di Foligno, al fine di coinvolgere cittadine e cittadini direttamente nei luoghi in cui ogni giorno si misura lo ‘stato di salute’ del Servizio sanitario nazionale. Presenti Tatiana Cazzaniga, segretaria nazionale Fp Cgil, Desireè Marchetti, segretaria generale della Funzione pubblica (Fp) Cgil dell’Umbria, Michele Greco, segretario Cgil Perugia, Donatella Renga, segretaria generale Fp Cgil Perugia e Andrea Pitoni, segretario generale Fp Terni.
“Riteniamo vi sia una carenza strutturale nell’organismo legiferante del nostro Paese in due settori strategici della società, sanità e appalti – ha dichiarato Marchetti –, per questo si è resa necessaria questa campagna volta a rafforzare due principi fondamentali: il diritto alla salute e la tutela del lavoro e dei lavoratori. Nell’arco degli ultimi anni, la sanità pubblica ha subìto un progressivo definanziamento a vantaggio della sanità privata e ciò ha determinato continui disservizi; la carenza di personale, dovuta alla presenza di tetti assunzionali, porta gli operatori della sanità a condizioni di lavoro e turni estenuanti, con ulteriori difficoltà nel fruire dei diritti contrattuali, come per esempio il diritto alle ferie e anche con una serie di difficoltà organizzative, con ricorsi al lavoro straordinario in modo progressivo e crescente. Chiaramente, se le strutture sono in sofferenza anche il servizio ai cittadini ne risente, con crescenti liste d’attesa per eseguire esami e accertamenti diagnostici. Noi chiediamo al Governo un finanziamento del 7,5% sul prodotto interno lordo da destinare al Servizio sanitario nazionale. Come evidenziato dalla segretaria nazionale di Fp Cgil, Tatiana Cazzaniga, tra il 2012 e il 2024 la spesa del personale del Servizio sanitario nazionale sulla spesa complessiva è scesa dal 39,7 al 36,6%: è il segnale di un insufficiente turnover e di una fuga dei professionisti dal servizio pubblico. Ci sono 6,9 infermieri per mille abitanti contro una media Ocse di 9,5 per mille abitanti. La media di età è di 49 anni e crescono gli over 60 che nell’ultimo anno passano dal 12 al 17%, siamo in una vera emergenza occupazionale”.
Accanto alla proposta sulla sanità, la Cgil porta avanti anche la raccolta firme per la proposta di legge sugli appalti. “Appalti e subappalti incidono non solo sulle condizioni dei lavoratori, ma anche sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini – ha aggiunto Marchetti –. Il nostro obiettivo è tutelare i lavoratori in appalto che spesso hanno salari e diritti diversi rispetto ai lavoratori della sede in cui esercitano l’attività. Chiediamo quindi un’equiparazione nei diritti e nei salari”.
La raccolta firme prosegue nei banchetti organizzati negli ospedali e nei presìdi sanitari, ma le proposte di legge possono essere sottoscritte anche online. È possibile firmare sul sito del Ministero della Giustizia dedicato alle iniziative referendarie e di legge popolare: firmereferendum.giustizia.it.
Rossana Furfaro













