Inclusione, condivisione, autostima e spiritualità: sono state queste le parole d’ordine che hanno guidato la quinta edizione del tour ‘In carrozza da Spoleto ad Assisi: viaggio paradriving Umbria’, iniziativa dedicata appunto al paradriving e agli attacchi integrati che ha fatto tappa in alcuni dei luoghi legati alla vita di san Francesco d’Assisi, per portare un messaggio di pace, inclusione e attenzione verso i più fragili. L’idea alla base è stata quella di permettere ai partecipanti di superare barriere fisiche e relazionali che troppo spesso ne limitano la vita sociale: le carrozze, infatti, sono state guidate o attrezzate per accogliere persone con disabilità, grazie anche alla presenza e al supporto di tecnici specializzati e certificati da enti sportivi equestri nazionali, provenienti dall’Umbria e da diverse regioni d’Italia. Promosso da Fise (Federazione italiana sport equestri) Umbria e organizzato dalla responsabile di progetto Andrea Schulz insieme a numerosi soggetti e volontari, il viaggio è iniziato dal convento eremo francescano di Monteluco di Spoleto, passando poi per San Giacomo, Cannaiola, Montefalco, Foligno, Bevagna, Piandarca e Cannara; infine Rivotorto, San Damiano e Santa Maria degli Angeli. L’evento si inserisce nell’anno giubilare francescano, ottavo centenario del transito del Santo d’Assisi e tutti gli ospiti delle carrozze hanno potuto partecipare in modo completamente gratuito.












