Combatté con successo gli ottomani che volevano invadere i territori di Venezia e, per compenso, la Serenissima Repubblica donò al conte di Montone, Carlo Fortebracci, quella che si riteneva fosse una delle spine della corona con cui i soldati romani cinsero il capo di Gesù Cristo. Al suo ritorno vittorioso nel 1473, il condottiero volle offrire quella sacra reliquia al suo popolo consegnandola alla città di Montone, dove è ancora oggi custodita.
Quell’episodio storico, così significativo per la comunità di montone, è stato rievocato anche quest’anno con il tradizionale evento della Donazione della Santa Spina. Una sfida tra i tre rioni cittadini, Porta del Borgo, Porta del Monte e Porta del Verziere, che si è aperta con la cerimonia inaugurale a cui sono intervenute le istituzioni comunali e provinciali, e la presentazione al pubblico delle tre rispettive castellane candidate a sfilare a fianco del personaggio di Carlo Fortebracci nel grande corteo storico conclusivo. Poi, per una settimana, i tre rioni si sono confrontati nei cosiddetti bandi di sfida, nella gara di tiro con l’arco storico e nella messa in scena di rappresentazioni medievali, tra il chiostro di San Francesco, la rocca di Braccio e l’auditorium San Fedele.
Classificatosi primo sia nei bandi di sfida, sia nelle gare di tiro con l’arco, sia negli spettacoli medievali è stato il rione biancorosso Porta del Borgo ad aggiudicarsi il palio della Santa Spina 2026 consentendo così alla propria castellana, madonna Emanuela Faloci, di sfilare insieme al conte, per le vie del borgo, tra due ali di pubblico, e accompagnata da tamburini, chiarine, sbandieratori e tanti figuranti con i loro dettagliati costumi storici.
Si è conclusa così anche questa edizione della suggestiva manifestazione che ha visto Montone popolarsi di tanti turisti che hanno voluto assistere alle gare, alle rievocazioni e agli spettacoli, oltre che degustare ogni sera i piatti della tradizione umbra, nelle tre taverne rionali.












