(AVInews) – Perugia, 26 ago. – “Da più di un decennio le organizzazioni sindacali di settore non hanno smesso di chiedere al Governo regionale un ‘tavolo di confronto’ sul tema del Credito, oggi questo obiettivo è assunto come impegno delle parti che, per i rispettivi ruoli si sono impegnati a sollecitare e convolgere tutti gli attori e cioè associazioni delle categorie produttive, rappresentanti del settore creditizio, agenzie di ricerca, fondazioni di origine bancaria”. Questo è il commento di Giampaolo Ragni, segretario generale di Fisac Cgil Umbria, in merito al protocollo d’intesa sottoscritto mercoledì 26 agosto a Palazzo Donini tra Regione Umbria, Anci Umbria e organizzazioni sindacali dei lavoratori del credito (oltre a Fisac-Cgil anche Fabi, First Cisl, Uilca e Unisin). Con questo atto, valido per i prossimi quattro anni, Regione, Comuni umbri e sindacati bancari si impegnano a lavorare insieme per contrastare la desertificazione bancaria, garantendo la qualità dei servizi e sostegno all’economia locale, e ad affrontare con determinazione le criticità del settore del credito, garantendo al contempo la stabilità occupazionale nel settore.
“La Fisac Cgil – sottolinea Ragni – ha contribuito nel corso di questi mesi alla stesura del protocollo elaborando e consegnando alle parti istituzionali, analisi di contesto economico finanziario e demografico, elementi che sono serviti a rendere pragmatiche le declaratorie contenute nel Documento, che rappresenta quindi, oggi, il punto di avvio ed il metodo condiviso per un lavoro di orientamento e proposta di soluzioni dinanzi ad effetti già dispiegati delle politiche industriali delle aziende creditizie, nella ridefinizione dello scenario competitivo”.
“La posizione della Fisac Cgil – ha precisato Ragni – e ancora prima della nostra organizzazione confederale, ha inteso fare preciso riferimento ai demandi costituzionali in tema di iniziativa economica ed intervento creditizio (articoli 41 e 47 della Costituzione) e guardare ai diritti e agli interessi dei lavoratori del settore non in maniera corporativa, ma come soggetti attivi nel sistema economico sociale e territoriale promuovendo condizioni di lavoro eque e sostenibili; tali enunciazioni si sostanziano in un coinvolgimento che va oltre le parti sociali e il singolo settore, per guardare allo sviluppo e insieme al presidio di legalità delle comunità del territorio, ben coscienti che il sistema del credito è un anello imprescindibile di un sano rapporto di connessione tra comunità locali, sistema produttivo e istituzioni, per l’efficacia delle misure economiche varate dalla Politica Regionale, che ha nei sui strumenti operativi le Agenzie Gepafin e Sviluppumbria, le quali dovranno assumere, ancor di più un ruolo propulsivo a fianco del sistema del credito e ridurre il rischio di marginalizzazione dei soggetti più periferici o deboli economicamente. Auspichiamo che, il percorso finalmente ai ‘blocchi di partenza’, sia una maratona per la resilienza di un sistema che per ragioni di varia natura (geografica e demografica) registra, fuori dal proprio confine, i maggiori interessi come un ‘buen retiro’; noi vorremmo un’Umbria al centro non solo geograficamente, un’Umbria che ponga l’attenzione non sull’osservazione di fenomeni che sono già accaduti, ma punti a traguardare percorsi praticabili e a cogliere opportunità”.












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