(AVInews) – Perugia, 23 lug. – “Accogliamo con favore il comunicato diffuso dall’Università per Stranieri di Perugia, nel quale l’Ateneo conferma di aver esercitato un’attività di vigilanza nei confronti della società affidataria Cps Evo srl e di aver formalmente contestato i ripetuti inadempimenti contrattuali riscontrati. Si tratta di una presa di posizione importante che conferma quanto la nostra organizzazione sindacale denuncia da tempo e che rappresenta un primo passo nella giusta direzione”. È quanto affermato da Alessandra Lecce, segretaria Filcams Cgil Perugia, che prosegue evidenziando, però, un problema “concreto e urgente” in quanto le lavoratrici “sono ancora in attesa della retribuzione del mese di maggio. Nonostante questo, continuano ogni giorno a garantire con professionalità un servizio fondamentale per il funzionamento dell’Ateneo, pur percependo salari estremamente bassi e sostenendo personalmente le spese di trasporto per raggiungere il luogo di lavoro, aggravate dall’aumento del costo del carburante”.
“Accogliamo positivamente l’interessamento dell’Università – prosegue la segretaria Lecce – e la volontà di tutelare le lavoratrici. È un segnale che apprezziamo. Tuttavia oggi la priorità è una sola: chi ha lavorato deve essere pagato. Non è più accettabile che lavoratrici con stipendi già insufficienti siano costrette ad attendere per mesi la retribuzione, continuando nel frattempo a garantire il servizio con grande senso di responsabilità”.
“Chiediamo ora che alle dichiarazioni seguano atti concreti – aggiunge Lecce – e che l’Università utilizzi tutti gli strumenti previsti dal contratto d’appalto e dalla normativa vigente per accelerare la soluzione della vicenda e contribuisca a ripristinare condizioni di regolarità nei rapporti di lavoro. Chiediamo inoltre l’apertura di un canale di confronto stabile tra l’Università per Stranieri di Perugia e le organizzazioni sindacali, affinché situazioni come questa possano essere affrontate tempestivamente e non ricadano ancora una volta sulle lavoratrici”.
“Le lavoratrici hanno dimostrato un senso di responsabilità straordinario – conclude Lecce –. Ora è il momento che anche la stazione appaltante e l’azienda facciano la loro parte. Se nei prossimi giorni non arriveranno il pagamento delle retribuzioni arretrate e segnali concreti di soluzione della vertenza, la mobilitazione proseguirà e saremo costretti a proclamare lo sciopero. Continueremo a seguire la vertenza fino alla piena tutela dei diritti delle lavoratrici, affinché il rispetto dei contratti e della dignità del lavoro non resti un principio, ma trovi concreta attuazione”.













